Dal Cilento visione green a basso impatto ambientale, materiali biodegradabili per tutelare, salvaguardare e rispettare l’habitat naturale

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Dal Cilento visione green a basso impatto ambientale, materiali biodegradabili per tutelare, salvaguardare e rispettare l’habitat naturale

Il Dum Dum Republic senza plastica. Da alcune settimane, in occasione dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra, evento che coinvolge il mondo intero e induce a riflettere sulla disastrosa situazione ambientale del nostro pianeta di cui tutti siamo responsabili – consapevoli o meno – il Dum Dum Republic ha lanciato la sfida “Non chiedere la cannuccia”, che si aggiunge alla visione green che dalla fondazione anima la filosofia del beach club che sorge in Cilento, all’ombra dell’area archeologica dei templi. E, per chi lo desidera, al posto della cannuccia, per i cocktail e le bibite, un provocatorio ed originale maccherone di zito.

 

“Oggi l’emergenza ambiente è indifferibile, non abbiamo più tempo – sottolinea Biancaluna Bifulco, titolare della struttura turistica – Un’impresa che opera in qualsiasi territorio, che lavora a stretto contatto con la natura, deve porsi delle domande e riflettere sull’impatto ambientale. È una necessità, perché un’azienda non vive solo di profitto, ma anche di affetto positivo generato da una competizione altrettanto positiva. L’uso della plastica non vuole essere demonizzato, ma oggi chiedere un monouso rappresenta  un  atto di inciviltà.  Riesce difficile affermare che il nostro stile di vita “usa e getta” non è più sostenibile, che la terra che ci ospita per il breve passaggio della nostra vita non può reggere la follia di un sistema di produzione volto solo alla ricerca del profitto, incurante dei danni irreversibili all’ambiente, ma tutti siamo chiamati in causa, attraverso i comportamenti quotidiani a ridurre il peso  dei rifiuti, ad avere cura del nostro habitat. La cannuccia è il simbolo della assoluta mancanza di rispetto di un sistema di produzione che va avanti dal dopoguerra. Inoltre non serve a bere, nè è decorosa. Vogliamo partire da questo e diffondere la cultura ai giovani che sono già più preparati di noi”.

 

LA CAMPAGNA “Milions of hearts for one Earth!” #NonChiedereLaCannuccia

La cannuccia, per quanto sia diventata un oggetto del nostro immaginario all’apparenza innocuo, in realtà nella sua tragica inutilità rappresenta per l’ecosistema una sciagura mostruosa, responsabile dell’inquinamento delle spiagge, dei mari e della strage di  specie animali.

 

 “Un’impresa turistica vive di territorio e deve avere la capacità di tutelarlo in ogni suo aspetto ed in ogni sua dimensione. A maggior ragione chi lavora sul mare. Abbiamo visto immagini devastanti come la famosa isola di plastica nell’oceano. È inutile presentarci come ambientalisti e poi non effettuare una pratica quotidiana, sia in un’attività commerciale o semplicemente nel proprio vivere quotidiano, giorno dopo giorno – insiste Biancaluna – Pensare verde, pensare green è fondamentale. Magari venti anni fa l’allarme di Legambiente o delle varie associazioni a tutela dell’ambiente apparivano come delle avvisaglie apocalittiche, ma in realtà ne stiamo pagando oggi le conseguenze. Voglio esprimere il mio grazie a tutte le organizzazioni nazionali e internazionali che si mobilitano e fanno sì che noi operatori possiamo avere delle linee guida per la nostra azione”.

 

VISIONE GREEN A BASSO IMPATTO AMBIENTALE che da anni il Dum Dum Republic ha introdotto tra le proprie mission, evitando il monouso e, dove è necessario, consentire solo l’utilizzo di materiale biodegradabile. Piatti in ceramica per il pranzo, stoviglie di acciaio e l’antica bottiglia di vetro dal fascino retrò a tavola, vassoi di legno e asporto riciclabile.

L’ultima sfida è alla bottiglietta dell’acqua di plastica da mezzo litro, che spesso i clienti portano con sé in spiaggia: “É l’ultima cosa che resta al Dum Dum, stiamo cercando delle soluzioni alternative, magari delle borracce. A breve inviteremo i ragazzi di una start up londinese che ha ideato un nuovo involucro di materiale estratto da alghe che è completamente biodegradabile – aggiunge Biancaluna Bifulco – Siamo all’inizio, è il primo anno, questa è una battaglia che ci accompagnerà in futuro. Siamo già felici, perché tutta la nostra clientela non ha assolutamente protestato per la mancanza di cannucce, anzi sono tutti felici di contribuire a questo percorso, entusiasti di contribuire a questo percorso, si sentono parte di una comunità e questo crea anche maggiori legami con la clientela, nel condividere un obiettivo che va al di là della filosofia di una festa o di un locale”.

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